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LA STORIA
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La squadra del 1967

Festeggiamenti per la promozione |
Provate a mettere assieme oltre 360
calciatori di tutte le categorie e di
tutte le età, più una ventina di allenatori
e un’altra sessantina di accompagnatori,
tecnici e collaboratori. Un colpo d’occhio
davvero impressionante.E’ il giovane popolo dell’AC
Romano: un esercito di ragazzi con la
passione del pallone, linfa vitale di una
società che fa da sempre del suo vivaio
calcistico, che cresce alle spalle della
prima squadra, il suo autentico vanto.
E’ la missione sociale di un’associazione
benemerita che dal 1967, anno della sua
nascita, ha fatto indossare le scarpette
chiodate a migliaia di giovani. Portandoli
in giro per i campi di calcio della provincia
e del Veneto, coinvolgendo nel movimento
genitori e famigliari, indirizzando negli
anni tanti adolescenti su quella “retta via”
che lo sport, con le sue regole e i suoi
sacrifici, riesce efficacemente a indicare.
E’ questo l’aspetto centrale della sua storia,
per quanto possano contare i risultati e
le statistiche, le vittorie e le classifiche.
Le parole “Amicizia, Lealtà, Altruismo”,del resto, non sono messe a caso sullo
stemma della squadra. E a sentire i suoi
responsabili, sono tutt’altro che parole
vuote. |

Il dott.Raffaele Criscuolo

Articolo sul primo decennale della società |
Raffaele Criscuolo è il nome senza il
quale la storia dell’AC Romano non può
essere scritta. Assieme a un gruppo di
altri lungimiranti “pionieri”, è stato
infatti il fondatore dell’Associazione calcistica
in un paese dove esisteva solo la
squadra di pallone dell’Acli, nonché il suo
primo appassionato presidente, reggendo
ininterrottamente le sorti della società
dal 1967 al 1984. Erano tempi, soprattutto
agli esordi, di calcio dilettantistico
allo stato puro: dove grazie al “volontariato”
di soci e simpatizzanti era stato
sistemato e reso agibile il campo sportivo
parrocchiale di San Giacomo, ancora
privo di recinzioni e di spogliatoi.
Ma già nel 1967-’68, “anno zero” del suo
cammino, il Calcio Romano era riuscito a
schierare quattro squadre in altrettanti
tornei, finendo settimo nel girone F del
campionato dilettanti di 3a categoria.
Vincendo molte volte, negli anni a seguire,
la coppa disciplina riservata alle squadre
più vocate, sul piano morale e tecnico, a
quello che oggi si chiamerebbe fair play.
A metà degli anni Ottanta, alla lunga
presidenza del dottor Criscuolo subentrò
per una stagione il ragionier Alfio Farina e successivamente, dopo alterne vicende,
proposero a me, che ero sindaco, di fare
il presidente -ricorda Toni Zen-. La
società in quel momento versava in condizioni
precarie, in termini economici e
organizzativi. Alla prima proposta dissi
di no, per mancanza di tempo e perché
non ero addentro ai problemi societari.
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La prima edizione, nel 1991, del Torneo Nazionale “Madonnina del Grappa”. |
Sull’insistenza dei dirigenti di allora,
decisi di prendere tempo impegnandomi
di trovare all’interno di altri gruppi e
associazioni qualcuno disponibile a prendere
in mano le sorti di questa associazione
che allora contava circa 90 tesserati e
che correva il rischio di disgregarsi. Non
avendo trovato nessun volontario disposto
ad assumersi questo impegno, mi vidi
costretto a rimboccarmi le maniche e a
dare un sì sofferto. Da allora ho iniziato
la mia lunga esperienza in questa grande
associazione: il Calcio Romano”.
Le soddisfazioni, sul piano del gioco e dei
risultati, non si sarebbero fatte attendere.
“Nell’arco di un paio di anni militammo
in 3a categoria per poi passare in 2a e in 1a,
fino ad arrivare ad oggi con la prima
squadra che gioca nel campionato regionale
di Eccellenza, già da anni e, posso
dire, con buona soddisfazione”.
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Storie di campionati, ma anche di tornei
che hanno visto la società sportiva romanese
-sempre in prima linea per lo sviluppo
del movimento calcistico giovanile organizzare
importanti eventi, anche di
richiamo nazionale.
Su tutti, il famoso “Torneo nazionale
Madonnina del Grappa”,riservato alla
categoria giovanissimi, fiore all’occhiello
del palmares societario: nato nel ’91, in
collaborazione con il settore giovanile e
scolastico del Comitato Regionale Veneto
della F.I.G.C., sarebbe rimasto per anni
un punto fisso nel calendario italiano di
categoria, con la partecipazione delle
squadre del comprensorio, delle più quotate
rappresentative regionali e dei
ragazzi dei settori giovanili delle squadre
professionistiche di serie A e B.
Ma il vero orgoglio del Romano, campionati
e classifiche a parte, sono soprattutto
i numeri della partecipazione dei giovani
del paese che nella realtà competitiva e
nella missione sociale dell’Associazione
Calcio hanno sempre trovato un valido
centro di incontro e di aggregazione.
“La società -sottolinea Zen- man mano è
cresciuta innanzitutto nella quantità dei
ragazzi tesserati, che oggi raggiungono
quasi quota 400, suddivisi in una ventina
di squadre di categoria. Ma è cresciuta
anche in termini di qualità, avendo oggi
tre squadre giovanili che militano in
campionati regionali, più la compagine
degli juniores regionali e la prima squadra.
Questo significa che abbiamo cinque
squadre che ogni settimana giocano in
giro per tutte le province del Veneto. |
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